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PREMESSA  :  PERCHE’ LA PALLANUOTO

 

Nel terzo millennio e’ forse tempo di porsi nuove domande : in generale la storia si ripete e poco di nuovo c’è sotto il sole oppure qualcosa cambia ?

La storia recente degli sport natatori ci insegna che solo un discreto nuotatore ( conoscenza di tre o quattro stili ) è in grado di potersi avvicinare ad uno sport che al primo impatto si presenta difficile da praticare , ma in realtà è alla portata di tutti.

Nella pallanuoto cambiano quelle “ regole” che condizionano le espressioni “ motorie terrestri ” o per meglio dire queste si trasformano in una sorta di nuovo adattamento .

La possibilità di confrontarsi in acqua giocando , azzera inizialmente gli equilibri acquisiti e da qui comincia un percorso affascinante da scoprire ed organizzare.

Noi cercheremo di costruire un apprendimento significativo e diversificato , proprio perché le caratteristiche della pallanuoto , di presentarsi come un gioco di situazione , evidenziano la necessità di dimostrare se il giovane sia anche intelligente per quel che riguarda le informazioni dategli e quelle assunte al momento , nonché capace dal punto di vista tecnico .

 

Come già detto , per molti anni , è stato uso corrente richiedere al ragazzo abilità natatorie di base per poi costruire abilità specifiche che si identificano nei fondamentali di questo sport .

Questa considerazione porta con sé due gravi errori di fondo : il primo , di confondere il concetto di “ acquaticità “ dal “ saper nuotare “ , ed il secondo di far dipendere il gioco ( non l’attività sportiva vera e propria ) dal nuoto .

Con il termine acquaticità si sottintende la capacità di poter acquisire esperienze motorie in acqua ; sulla progressione di queste esperienze si costruiscono le basi per l’apprendimento di una attività codificata dalla propria tecnica : così dovrebbe avvenire per l’apprendimento del nuoto , del sincronizzato , del salvamento e della pallanuoto .

Chi pratica il nuoto tende a codificare elementi motori ed atteggiamenti mentali propri del nuoto ; chi invece apprende la pallanuoto tramite la pallanuoto sviluppa abilità ( fisiche e mentali ) proprie di questo sport .

L’apprendimento di un determinato sport non è esclusivamente finalizzato agli aspetti di carattere tecnico o condizionale , ma preminentemente a quelli di carattere mentale ; solo partendo dalla educazione di questo atteggiamento è possibile costruire elementi capaci di esaltare le caratteristiche altamente specialistiche dello sport di alto livello .

Per questa ragione si ritiene che per lo sviluppo della pallanuoto sia fondamentale , dopo aver seguito i regolari corsi di avviamento all ‘ “ acquaticità “ , imparare la “ pallanuoto “ nei corsi di pallanuoto .

Scopo di questi nuovi spazi che il Comune cortesemente concede è , dunque , quello di promuovere un nuovo modello di metodologia che si sposta dalla semplice operazione nuoto + fondamentali con la palla  = pallanuoto .

Si vuole ricordare che uno sport di situazione non è fatto di soli aspetti coordinativi e condizionali ma , principalmente di aspetti cognitivi , o meglio psicocinetici : è necessario quindi costruire ed adattare i centri neuro-funzionali predisposti all’analisi “ problematica “ della situazione che è l’essenza del gioco , tramite l’esperienza del giocare .

 

Dunque le teorie proposte si prefiggono di identificare il gioco della pallanuoto non più come una gara di specializzazione di capacità motorie acquisite , ma come una competizione di problemi e di risoluzioni in continuo mutare , mediante l’utilizzo delle capacità motorie acquisite .

La metodologia del corso deve orientarsi verso il modello di apprendimento “ cognitivo “ proprio di questo sport di situazione .

Nel ricordare brevemente che si ritiene che la figura dell’istruttore non è da confondere con quella del mini-allenatore , se ne deduce che esso debba porsi una serie di obiettivi che definiamo a carattere sociale , cioè che hanno lo scopo di identificare l’istruttore principalmente come un educatore .

I principali sono :

OBIETTIVO EDUCATIVO               sviluppo della personalità

OBIETTIVO GENERALE                 educare tramite lo sport

OBIETTIVO INTERMEDIO             insegnare la pallanuoto

OBIETTIVI SPECIFICI                     ristrutturare gli schemi motori acquatici, creare strutture mentali di gioco,  insegnare le abilità motorie.

 

Orientativamente possiamo affermare che per rendere operativo quanto detto occorre finalizzare il lavoro in modo da poter conseguire obiettivi specifici / operativi da insegnare agli allievi .

Saper sentire , saper pensare , saper agire .

Per “ saper sentire “ si intende ottenere il miglior controllo coordinativo dei gesti in acqua attraverso la strutturazione di schemi motori acquatici .Questa strutturazione sarà ricercata attraverso lo sviluppo percettivo del movimento , utilizzando la maggior varietà e ricchezza possibile di esercizi .

Per “ saper pensare “ si intende proporre una serie di momenti problematici propri , dove il discente dovrà imparare a cogliere dalla situazione le informazioni significative , saperle analizzare e dare la risposta motoria adeguata .

Per “ saper agire “ si intende dare all’allievo la possibilità di maturare dei “ mezzi “ , coordinativi e condizionali , qualitativamente sempre migliori , in modo da acquisire così le “ abilità motorie “ attraverso l’affinamento dei fondamentali  e l’esaltazione delle “ capacità fisiche “ .

 

Un altro fattore determinante e caratterizzante di questa disciplina sportiva è che , a differenza degli altri sport acquatici , la pallanuoto è uno sport di squadra . 

Se dunque , proporre sport in acqua ad un giovane allievo è dichiaratamente benefico ai fini di una sana crescita fisica , con la pallanuoto , oltre a proporre un innumerevole , se non infinita serie di movimenti in acqua e quindi aumentare le migliorie fisiche , è anche possibile maturare ottimi risultati dal punto di vista psichico .

La continua e necessaria interrelazione in un gruppo porta il giovane ad un costante confronto sinonimo di una crescita di relazione che tanto è utile nella nostra società .

E’ infatti difficile veder giocare i bambini di oggi a gruppi nelle strade , nelle piazze od in altri spazi aggreganti , e dunque diventa molto importante offrire a loro momenti di confronto sociale che arricchiscono il bagaglio di esperienze .

 

Un ultimo fattore di buona valenza che deve essere proposto in questi corsi  è la possibilità di avere un contatto fisico con i propri coetanei in vari giochi che si possono fare in acqua ; questo tanto serve ai giovanissimi per imparare  a conoscersi , confrontarsi , rispettarsi ed infine aggregarsi .

 

Con questo breve scritto abbiamo voluto dare qualche buon motivo per realizzare questo progetto , auspicando che un sempre maggior numero di giovani si avvicini a questo sport estremamente completo sotto tutti gli aspetti e dunque proprio per questo fortemente educativo .

 

Sicuramente lo spazio ed il tempo messo a disposizione per quanto si vorrebbe dire non è sufficiente , e per questo motivo si è cercato di dare solo alcune brevi e rapide ragioni per motivare le valenze che questa attività sportiva può offrire soprattutto a giovanissimi in rapida formazione fisica e costante evoluzione psichica .

 

 

Piacenza 19 luglio 2000                                                                                  Gian Biagio Cighetti